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Del mare e delle stelle…sui bordi dell’amore

Del mare e delle stelle…sui bordi dell’amore

Il mare, il cielo, le stelle sono le immagini e i paesaggi con cui due giovanissime , E. e R., da noi ascoltate, in una sera d’agosto, provano a trasmetterci ciò che, per loro, è la forza dell’amore. Perché quelle immagini? Per la loro profondità, ma anche perché, mentre il mare può essere sereno e agitato, ambivalente proprio come l’amore in un rapporto di coppia, le stelle (il cielo stellato) offrono una sensazione di infinito e richiamano anche quel fuoco che arde in noi, negli innamorati.

Ancora, nella sequenza più romantica del film ”Titanic”, lui che stringe lei, al vento, sulla prua della nave, una delle due ragazze, E., vede la bellezza dell’amore. C’è, in quella scena, fisicità e abbandono, intimità e senso della precarietà per l’imminente tragedia evocata da quell’oscuro mare.In un quadro che ritrae un uomo che esce dal treno mentre la donna lo bacia, l’altra ragazza, R., vede, invece, l’essenza dell’amore. C’è anche qui, notiamo, vicinanza di sguardi e di gesti, profonda intimità in quel saluto, ma anche distacco e rischio di abbandono che sta per farsi, con quel treno in partenza, lontananza.

Entrambe le ragazze avvertono l’amore come infinita tenerezza (il cielo di stelle e il mare avvolgente), in cui però, nell’abbraccio, si sente il rischio e la paura di una possibile lacerazione. Quella paura che E. e R. esprimono , in altro modo,quando affermano sì l’importanza delle comunicazioni digitali, con cellulari e telefonini, soprattutto con i loro infiniti semplici messaggini, ma, nello stesso tempo, riconoscono che ciò avviene perché loro non si sentono sicure di se stesse e per paura… e per gioco… L’amore, il sentimento e l’affetto, invece, riconoscono, vanno espressi e comunicati con la vicinanza, e,  soprattutto fondamentale per loro, e per i ragazzi, sono la musica (nominano Ligabue) e… la poesia. I doni… Riconoscono che i messaggini riducono, in qualche modo, l’intensità della parola. E che la gelosia, l’attaccamento morboso, l’egoismo, la non fiducia, il tradimento della parola sussurrata nella coppia come conforto e intimità, ma che poi viene comunicata ad altri facendone perdere valore e significato, sono ciò che più le offende e offende l’amore.

Con E. e R. leggiamo una poesia di Alda Merini ( ”Ho bisogno di sentimenti”) e una di Charles Baudelaire (”Inno alla bellezza”), poeti che ignoravano. Ai versi della Merini, nel cui valore e ”forza” loro si riconoscono, vorrebbero solo aggiungere: ”Ho bisogno del sole che splende e dà gioia… del mare che permane oltre le burrasche…”.